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Chi siamo

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La Casa Editrice SiriS, pur essendo sorta appena 10 anni fa (gennaio 2005) con lo scopo quasi esclusivo di pubblicare i libri di Vincenzo Labanca e di sottrarli così al mercimonio dei potentati economici del settore editoriale, ed avendo editato col suo marchio quasi una ventina di libri, non aveva fino ad ora allestito un vero e proprio Catalogo Editoriale, affidando la divulgazione delle sue pubblicazioni più che altro al sito web www.sirieditore.it ed ai circa 500 punti vendita sparsi un po’ ovunque nelle regioni meridionali (dalla Calabria e fino alla punta estrema degli Abruzzi di Civitella del Tronto),  alle conferenze, convegni e presentazioni di libri tenuti in tutta Italia dal suo fondatore, e quasi unico Autore, Vincenzo Labanca. La qualità delle pubblicazioni, gli argomenti trattati e il modesto costo dei libri (quasi da esclsivo rimborso delle spese di stampa!) ha fatto sì che negli anni la SiriS conquistasse un suo discreto spazio nel mondo dell’Editoria nazionale e iniziasse a pubblicare libri anche di Autori diversi, e comunque in sintonia con gli scopi che la SiriS si proponeva sin dalle origini. Se è vero, come è vero, che l’Economia di un territorio la fanno le Banche e il loro sistema finanziario, è vero anche che la Cultura di un popolo la fanno i Libri che quel popolo legge o sui quali si formano le nuove generazioni . E purtroppo, da 150 anni a questa parte il popolo meridionale, i gloriosi discendenti della Magna Grecia e dei Normanni, dei Bizantini e dei Lucani, leggono e studiano su libri scritti altrove  da autori estranei alla nostra cultura; autori che spesso non sono affatto magnanimi (forse sarebbe meglio dire onesti) nei confronti del popolo meridionale, della nostra Storia e della nostra Cultura, raccontando spesso una Storia bugiarda e facendo passare la nostra Cultura, semplicemente “diversa” dalla loro, per “retrograda”, antiquata e sostanzialmente negativa. “Per liquidare i Popoli si comincia col privarli della memoria”-  scriveva Milan Kundera- “si distruggono i loro libri, la loro Cultura, la loro stessa Storia. E qualcun altro scrive per loro altri libri, li fornisce di un’altra cultura, inventa per loro un’altra Storia. Dopo di che il popolo comincia lentamente a dimenticare quello che è e quello che è stato. Ed il mondo intorno a lui lo dimentica ancora più in fretta.” E queste parole oggi come non mai, sembrano scritte apposta per il popolo meridionale! Per questo, affinché il nostro Popolo del Sud non dimentichi quello che è e quello che è stato, affinché la nostra Storia non venga travisata e/o dimenticata, sparpagliata nei tanti rivoli del mondo dove sono costretti ad emigrare i nostri giovani, depredati del loro orgoglio e della loro identità; affinché la nostra gente, depositaria di una Cultura millenaria, non venga più umiliata e vituperata, confinata come gli zingari nelle squallide periferie delle metropoli del mondo ma possa rimanere a casa propria e continuare a raccontare ai propri figli la orgogliosa  storia dei padri; affinché la secolare emorragia dell’emigrazione trovi riposo e nessuno debba più vergognarsi di essere meridionale, per questo, e per tante altri ragioni è nata la SiriS, convinti che: “la vera ricchezza di un popolo sta proprio nella sua Cultura e nella misura in cui essa appartiene alla sua gente”.